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Lettere pastorali

Natale è partecipazione

24/12/2011

messaggio del parroco


 

Parrocchia S. Vincenzo S. Maria della Valle – Atessa Valdisangro

www.madonnadellavalle.itinfo@madonnadellavalle.it – 0872 897744

 

NATALE E' PARTECIPAZIONE

A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio

(Gv 1,12)

 

Quest'anno il natale cade di domenica, giorno memoriale della pasqua, unendo così i due poli dell'Incarnazione: l'inizio della vicenda umana di Gesù e la sua maturazione pasquale e pentecostale. Lo dice anche la data scelta: dopo tre giorni cronologici dal solstizio d'inverno (21 dicembre), come il simbolico “Terzo giorno” della risurrezione. Il sole inizia a vincere le tenebre dell'inverno, come Gesù, splendore di Dio, il nostro male.

 

Ai piccoli si insegna che natale è la festa della “Nascita di Gesù Bambino”; a quelli di età scolare il catechismo della Chiesa italiana invita già a fare un passo avanti: la festa di Dio che ci ama; agli adulti, che è il Mistero dell'Incarnazione: “Dio si è fatto come noi, per farci come lui”, dice un vecchio canto, perchè a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv 1,12). Un messaggio antico quanto il vangelo, ma che si è cominciato a festeggiare intorno all'anno 336. S. Gregorio di Nazianzo, affermava: Colui che dà ad altri la ricchezza si fa povero. Chiede in elemosina la mia natura umana perché io diventi ricco della sua natura divina. E colui che è la totalità, si spoglia di sé fino all'annullamento. Si priva della sua gloria, perché io PARTECIPI della sua pienezza.

 

Dal mistero dell'Incarnazione, ricordato tre volte al giorno dalla preghiera dell'Angelus e dal suono delle campane, come spiegato dal Nazianzeno, possiamo definire il Natale la FESTA DELLA PARTECIPAZIONE. “Partecipare” è una parola che non ha bisogno di spiegazioni. Il vocabolario insegna che significa “Prendere parte”. Non è assistere, essere passivi, ma sentirsi parte viva, starci dentro, accogliere e trasmettere.  

  • Il Natale è la festa della partecipazione di Dio alla vita dell'uomo: si mette al nostro livello, assume la nostra vita con le sue difficoltà. Accetta di crescere, di fallire, di donare, di ricominciare. Si interessa, si prende cura, interviene, si compromette.

  • Il Natale è la festa della partecipazione dell'uomo alla vita di Dio: ci aiuta a guardare lontano, al di là dei risultati immediati, oltre la paura e la morte. Ci partecipa, come figli, il suo potere: la capacità d'amare e perdonare, la pazienza e la responsabilità di gestire, la gioia, la speranza, la gloria eterna.

 

La partecipazione è una VIRTU' SOCIALE, che secondo il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa ...si esprime, essenzialmente, in una serie di attività mediante le quali il cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, contribuisce alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. La partecipazione è un dovere da esercitare consapevolmente da parte di tutti, in modo responsabile e in vista del bene comune. (CDS 189).

 

La Partecipazione è necessaria per un nuovo Natale morale della vita, l'obiettivo delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza; la “quinta virtù” da acquisire, esercitandola, su diversi livelli.

 

  • Politico: per il CDS la partecipazione si esercita attraverso un governo...definito a partire dall'attribuzione, da parte del popolo, di poteri e funzioni, che vengono esercitati a suo nome, per suo conto e a suo favore; è evidente, dunque, che ogni democrazia deve essere partecipativa. Ciò comporta che i vari soggetti della comunità civile, ad ogni suo livello, siano informati, ascoltati e coinvolti nell'esercizio delle funzioni che essa svolge (n° 190). Mentre assistiamo all'incapacità dei partiti a governare, alla necessità di un governo tecnico, al commissariamento, non bisogna lasciarsi prendere dall'ASTENSIONISMO: dare il proprio voto, rimane l'unico modo per decidere e partecipare, come il coinvolgere la comunità civile il segreto per ben amministrare.

     

  • Aziendale: è lavorare insieme, coscienza della dignità della persona e fiducia nell'altro. Chi dirige deve coinvolgere i propri dipendenti nei progetti e nelle decisioni. E' responsabilizzare i dipendenti, non trattarli da esecutori. E' essere presenti al proprio posto di lavoro, combattere l'ASSENTEISMO.

     

  • Ecclesiale: essere nella Chiesa è sentirsi parte di Cristo, membra del suo corpo. E' formarsi nella fede e nella preghiera, essere MOTIVATI nell'azione. E' maturare, portare a Dio le persone, creare fraternità.

     

  • Familiare: avere lo stesso sangue non significa sentirsi famiglia. Non basta mettere insieme pranzo e cena, ma raccontarsi, darsi ascolto, affetto, rendere l'altro partecipe di ciò che vivo. Si può stare accanto all'altro, senza conoscerlo, senza coinvolgersi. Partecipare è stare NELL'ALTRO.

     

  • Personale: non ci si può mettere da parte, lasciando fare agli altri. E' vincere la timidezza, la paura di essere giudicati. E' radicarsi nella propria realtà, coraggio di parlare prima, non criticare dopo. E' imparare a fare qualcosa  CON gli altri, non solo per gli altri.

 

BUON NATALE 2011

Buona partecipazione sac. Claudio Pellegrini

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25/12/2011 - messaggio natale 2011

24/12/2011 - Natale è partecipazione

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